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Protocollo Osteorelax

Il corso è suddiviso in 8 week-end distribuiti nell’arco temporale di 12 mesi

Protocolli Osteorelax

Connettivale, decontratturante, rilassante, linfodrenante, trattamento dorsalgie e cervicalgie, rassodamento addominale, distonie neurovegetative, trattamento distretto cervicifacciale (cranio-viso), defaticante gambe.

Le lezioni di pratica saranno coadiuvate da lezioni di anatomia e fisiologia e saranno eseguiti test di apprendimento pratico per ogni allievo.

Il corso è orientato a: Estetiste, Operatori del Benessere, Fisioterapisti, Primo Impiego.

Al conseguimento di 350 ore verrà rilasciato un Attestato A.S.I. D.B.N. D.O.S. come

Operatore Tecnico del Benessere Settore OsteoRelax


COME E DOVE AGISCE L’OSTEORELAX

Le manipolazioni che si eseguono durante osteorelax sono delicate, lente e ripetitive ed esercitano un piacevole effetto antistress, perché attivano il sistema nervoso vegetativo preposto al rilassamento (parasimpatico).

Le principali indicazioni sono l’effetto antiedematoso, esso favorisce infatti la circolazione linfatica, aumentandone la velocità di scorrimento, permettendo in questo modo la riduzione dell’edema, sia linfatico, sia di altra origine, come può avvenire nel periodo premestruale, nelle donne in gravidanza, dopo aver subito l’asportazione della vena safena, dopo l’esecuzione di procedure sclerosanti sulle varici o a seguito d’interventi di mastectomia.

Utile anche per eliminare gli edemi che si formano dopo un intervento di chirurgia plastica ed estetica, qui l’ideale sarebbe eseguire i trattamenti sia prima che dopo l’intervento. Ma anche a seguito di interventi chirurgici di sostituzione protesica i soggetti possono trovare giovamento sottoponendosi ad alcune sedute di Osteorelax.

Effetto sulle difese immunitarie in quanto vengono potenziate attraverso il massaggio dei linfonodi; si aumenta la resistenza dell’organismo alle infezioni. E ancora attraverso osteorelax avviene un generale rinnovamento del liquido intercellulare o interstiziale.

Altrettanto facile da comprendere è l’effetto benefico sulla microcircolazione, poiché viene migliorata la mobilità propria dei vasi e una accelerazione dei processi di filtrazione-riassorbimento a livello capillare sanguigno.I movimenti lenti e ritmati dell’osteorelax hanno un effetto sedativo e rilassante favorendo un sonno fisiologico ai soggetti stressati o particolarmente affaticati.

L’azione antalgica e rilassante è particolarmente utile sulle contratture muscolari, sugli strappi o sulle distorsioni.

DECONTRATTURANTE

Detto anche “miofasciale” è un massaggio che scioglie le tensioni e le contratture. Viene considerato un vero e proprio trattamento terapeutico per i soggetti con dolore muscolare localizzato in distretti specifici a seguito di posizioni posturali, sforzi fisici inadeguati, incidenti automobilistici o sul lavoro, cause organiche, emotive da disordine alimentare o da stanchezza.

Quando un muscolo si contrae, si accorcia e, di conseguenza, limita l’ampiezza dell’estensione dei nostri movimenti. Questo dà la sensazione di sentirsi legati e irrigiditi. In alcuni casi provoca dolore e, in fase acuta, può bloccare i movimenti.

Gli effetti benefici

  1. blocchi articolari: dipendono da una alterazione nel funzionamento dell’articolazione,
  2. contratture: contrazione muscolare involontaria insistente e dolorosa,
  3. dolori muscolari: possono dipendere da moltissime cause come esiti di una contusione, uno stato di stanchezza generale, da accumulo di metabolici o da una scorretta alimentazione, oppure dovuti a contratture involontarie in persone ansiose che si mantengono in “difesa” e contratte,
  4. pesantezza: lentezza nello svuotamento dello stomaco e, del processo di digestione, che può essere accompagnata anche da nausea,
  5. rigidità: diminuito movimento articolare dovuto o ad indurimento dei muscoli o a blocco meccanico dell’articolazione,
  6. ansia: sensazione di angoscia che si accompagna a malessere e agitazione.

La tecnica consiste in manovre di pressione, di impastamento per scollare e rendere più elastici i tessuti, di digitopressione sui punti neuromuscolari e del sn.

E’ uno scambio sottile, ma molto importante, tra un rispettoso ascolto e la fiducia. Bisogna occuparsi sempre dell’intero corpo non solo della parte dolente in quanto tutte le zone sono collegate tra loro ed inoltre è molto importante poter percepire noi stessi nella nostra globalità e interezza. E’ indispensabile non trascurare i piedi perché senza un buon appoggio, non potremmo mai sentirci “sicuri” e rilassati!

CONNETTIVALE

ll fine principale è quello di ottenere un’azione riflessa dal derma allo stesso metamero di un viscere o un muscolo sofferente, per normalizzare e riportare in equilibrio la parte.

Effetti biologici:

Effetto riflesso su organi e visceri – i livelli ormonali raggiungono stati di equillibrio – effetto di decontrazione e di rilassamento del distretto muscolare sottostante l’area trattata – maggiore mobilità articolare – aumentata vascolarizzazione – modificazioni dell’elasticità del sotto cutaneo – miglioramento dello stato posturale.

Questo massaggio ci permette di agire direttamente sul tessuto connettivale provocando uno scollamento del tessuto dal muscolo.

Come si esegue

Agisce sul tessuto connettivo tramite la creazione di frizioni lente e profonde sulla pelle. Il massaggio connettivo si pratica mediante lo svolgimento di tre tecniche principali: movimento di palpazione e rotolamento, movimento di presa ad uncino e movimento di spinta. Ognuno di questi movimenti ha effetti riflessi non solo sulla muscolatura ma anche su organi e viscere, ciò consente di equilibrare anche i livelli ormonali.

Ma vediamo nei dettagli quali sono gli effetti:

RILASSANTE

Effetto dello shiatsu sul sistema neurovegetativo

il sistema neurovegetativo è costituito da due componenti ortosimpatico e parasimpatico. La stimolazione del primo aumenta la pressione arteriosa e frequenza dei battiti cardiaci, la stimolazione dell’altro determina ipotensione e brachicardia, uno eccita e l’altro inibisce. Ogni nostro viscere, ogni elemento del nostro corpo riceve entrambi le componenti che sono in equilibrio dinamico. In determinati frangenti, potrebbe scaricare più il simpatico che il parasimpatico; dopo l’azione ci dovrà essere il riposo per permettere al parasimpatico di recuperare.

Questo riposo dovrà essere tanto maggiore quanto più grande sarà stato l’impiego del simpatico durante l’azione; se così non fosse avremmo uno squilibrio notevole a livello neurovegetativo ed emozionale, le cosiddette neurodistonie.

Quando il tutto si ripete più volte al giorno (per fare un esempio se la nostra Emotività è tale da censurare l’esplicazioni di azioni abbastanza ordinarie), lo stato di tensione sarà tale per cui il sistema ortosimpatico agirà eccessivamente ed il vago rimarrà in condizioni di costante abbassamento rispetto al simpatico. Quando questo stato di tensione massimale di ipereccitazione dell’organismo arriverà all’eccesso saremo portati a far fare qualsiasi cosa. Paradossalmente non si avrà bisogno di riposare non si sentirà la fatica e qualora volessimo riposare non ci riusciremmo fino ad arrivare allo stress funzionale della componente simpatica, cioè eccitatoria. Dalla tensione massimale scatterà l’altra componente: la parasimpatica. Dalla tensione massimale, quindi, si arriverà alla mancanza di forza assoluta, alla depressione più nera. Si avrà un bilanciamento di due limiti estremi opposti; il classico esaurimento nervoso, dallo stress alla mancanza di forza totale.

L’azione dello Shiatsu in questi termini si pone come azione riflessa periferica a livello dei gangli di emergenza del neurovegetativo di tutta la catena simpatica e parasimpatica. Esercitando una pressione sui gangli del neuro vegetativo non facciamo altro che scaricare l’impulso che viaggia, permettendo a tali gangli di scaricarsi e ripartire da zero. Di conseguenza diamo all’organismo la possibilità di ricaricarsi in maniera più adeguata, più equilibrata. Non immediatamente, ma già dopo due/quattro sedute, gli effetti arrivano. Talvolta dovendo la scarica viaggiare perifericamente ed arrivare al viscere, può accadere che inizialmente si abbia un accentuazione di patologia; cioè il viscere potrebbe stare ancor peggio. Superata, però, la crisi il paziente avvertirà i benefici della terapia e del suo sistema neurovegetativo ricomincerà ad essere in equilibrio.

SISTEMA LINFATICO

Il sistema linfatico comprende una rete fittissima di canali, i vasi linfatici, e una serie di organi a forma di fagiolo, i linfonodi, intercalati lungo il decorso dei vasi linfatici, che svolgono un ruolo molto importante nella elaborazione della risposta immunitaria in grado di intrappolare e distruggere i batteri.

La qualità della linfa deriva dalla qualità del sangue, il sangue dal fegato ed il fegato dal cibo.

L’apparato linfatico può essere definito come parte specializzata del sistema circolatorio. È costituito anch’esso da un liquido (la linfa) che circola in un circuito di vasi (linfatici), simili alle vene e con valvole a nido di rondine, e che al termine del suo percorso viene riversato nel sangue attraverso la vena cava superiore.

La circolazione della linfa differisce dalla circolazione sanguigna in quanto i vasi linfatici non formano un circuito chiuso, ma un sistema a senso unico che inizia a fondo cieco dagli spazi intercellulari dei tessuti di molti organi del corpo. Per questo motivo la composizione chimica della linfa varia a seconda dei tessuti e degli organi in cui si trova (per esempio la linfa che si forma durante la digestione contiene un ricco contenuto di sostanze grasse, differenziandosi quindi dalla linfa che si forma a digiuno). Generalmente ha una composizione simile a quella del plasma sanguigno, con la presenza di globuli bianchi. In effetti la linfa si forma a livello dei capillari arteriosi, dalle cui pareti trasuda il plasma per effetto della pressione arteriosa e si diffonde nei piccoli spazi fra le cellule. In questo liquido interno avvengono gli scambi di cessione delle sostanze nutritive e la raccolta di quelle di rifiuto che raggiungeranno la circolazione sanguigna in due modi:

  • una parte viene riassorbita dai capillari venosi per effetto della pressione osmotica proteica (proteine all’interno dei capillari) e rientra quindi nel torrente circolatorio sanguigno,
  • un’altra parte viene raccolta invece dai capillari linfatici le cui estremità a fondo cieco assorbono il liquido direttamente negli spazi interstiziali esistenti fra i capillari sanguigni e le cellule. Da una fitta rete di capillari linfatici, la linfa passerà attraverso vasi di calibro maggiore e transiterà lungo il suo percorso nei gangli linfatici (ghiandole linfatiche) nei quali verrà filtrata e purificata da germi patogeni e altre particelle di rifiuto.

Nella parte sinistra del corpo, i vasi linfatici confluiscono in una dilatazione chiamata cisterna del chilo dalla quale prende origine un grande vaso linfatico, il dotto toracico, che sfocia nella vena succlavia sinistra.

Nella parte destra del corpo la linfa viene invece raccolta dal grande dotto linfatico che sfocia nella vena succlavia destra.